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flc CGIL - Camera del Lavoro di Brescia

Noi non faremo silenzio

Il comunicato della Flc Cgil e la lettera di Cecilia Verna in risposta agli auguri pasquali del Dirigente scolastici dell'IC di Bedizzole


Buongiorno Dirigente,
voglio esprimerle il mio sconforto nel vedere pubblicata sul sito dell’Istituto una lettera, visibile a tutti i genitori e gli alunni, che vorrebbe essere una lettera di auguri da parte sua e che invece non fa che gettare discredito sulla classe docente di cui io faccio parte.

Una lettera che forse nelle sue intenzioni voleva mettere in luce quella parte di insegnanti che si impegna e svolge seriamente il proprio lavoro, ma che ha avuto invece l’effetto di mettere in risalto esattamente coloro che il proprio compito non lo svolgono bene. Se tali docenti ci sono, è suo compito di Dirigente prenderli uno per uno e chiarire le responsabilità individualmente. Ma trovo offensivo pubblicare una lettera che avrà come unico effetto quello di presentare il corpo docente dell’IC di Bedizzole, agli occhi di alunni e genitori che leggeranno questa comunicazione, come un insieme di assenteisti, furbi e desiderosi solo di svicolare dai propri doveri. Dovrebbe sapere che da anni si getta fango sulla scuola pubblica e sugli insegnanti, e le sue parole non fanno che gettare altra benzina sul fuoco e dare nuove conferme a quei genitori sempre pronti ad attaccare i docenti, e che delle sue parole sapranno cogliere solo ciò che interessa loro per screditare ancora di più una classe docente già bistrattata. Proprio lei poi, che da sempre ci invita a fare attenzione, quando ci rivolgiamo all’esterno, al modo con cui parliamo dell’istituzione che rappresentiamo.

Ho sentito l’esigenza di scriverle perché mi sento parte di quel gruppo docenti che lavora e si impegna e si è sentito offeso dalle sue parole, ma non si riconosce in quella che lei definisce “maggioranza silenziosa” che non contesta, non fa polemiche, non mette in dubbio, non critica. Con l’unica differenza che lei ha potuto scrivere il suo pensiero pubblicamente, visibile a genitori e alunni, mentre noi non abbiamo avuto lo stesso diritto di replica e difesa.

Cordialmente Prof.ssa Verna


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COMUNICATO FLC CGIL BRESCIA

In più occasioni abbiamo manifestato come organizzazione sindacale della scuola perplessità circa la modalità di selezione proposta dal Ministero, ma soprattutto, sul percorso di formazione di alcuni nuovi dirigenti scolastici, evidentemente troppo ancorato ad un’idea che li vorrebbe adeguati ai governanti di turno secondo una logica di dipendenza verticale accentratrice, riducendo al minimo, fino a vanificarle, le dimensioni collegiali nei processi decisionali che costruiscono l’istituzione scolastica e che ne determinano la qualità culturale e sociale.

L’augurio pasquale alla “maggioranza silenziosa” del DS di Bedizzole è una manifestazione eclatante della deriva alla quale si può giungere.

Dimenticando la personale responsabilità nella gestione delle assenze, nella convocazione delle riunioni, nel controllo delle malattie, si mettono in somma affermazioni di facile presa qualunquista circa il tentativo degli insegnanti e del personale di fuggire dallo svolgimento del proprio lavoro, sorvolando sull’attenzione da porre agli elementi che definiscono strutturalmente le condizioni in cui questi si svolge. 

È qui sufficiente segnalare l’assenza di organici adeguati a far fronte a problemi quali la complessità dell’accoglienza, l’inserimento qualificato degli alunni in difficoltà, l’accresciuta “fatica” dei percorsi “educativi” in una cornice molto diversa dell’infanzia e dell’adolescenza, l’aspettativa sociale nei confronti della scuola alla quale viene affidata con larga delega la risposta a problemi non sempre di stretta pertinenza. 

Un augurio si è trasformato così in un giudizio dal sapore tardo padronale con il gusto di minaccia-premio “Sappiate che il dirigente vi conosce, sa chi siete….”.

Per un’organizzazione sindacale come la nostra, che ha smontato i principi di premio selettivo derivanti dalla “buona scuola”, annullando le commissioni di valutazione che avevano il compito di ratificare l’esistenza dei buoni e dei cattivi sulla lavagna di una scuola, poiché ciò avrebbe sancito la divisione fra colleghi senza che si promuovesse in alcun modo la qualità della scuola, risulta vitale sottolineare nuovamente che “l’intelligenza di una scuola” non può che essere l’esito di un’azione collettiva condivisa alla quale un dirigente scolastico dovrebbe offrire il suo contributo di ispirazione intellettuale e di coordinamento. 

Tutto questo è il contrario del silenzio invocato, l’ispirazione claustrale che lì si legge si colloca in quella logica di mortificazione verso gli alunni che ha avuto alti ispiratori anche nei giorni scorsi, ma non ci appartiene: da tempo l’obbedienza non è più una virtù e lo studio, l’approfondimento, la ricerca e dunque la crescita di una nuova trama sociale sono il frutto di dibattiti fra chi opera a diverso titolo nella scuola; la stessa azione quotidiana nella scuola non è l’ispirazione individuale idealista, piuttosto il riconoscimento del contributo di ciascuno, la bontà di cui tutti gli operatori sono portatori.

Il silenzio somiglia troppo in questo a quello che ispirò Francisco Goya ne “Il sonno della ragione genera mostri” .

Continueremo perciò a costruire con il nostro dissenso, questo anche il nostro augurio a tutte e a tutti coloro che conoscono la straordinaria forza della parola.

Antonella Poli
Segretaria generale FLC CGIL Brescia

 

 

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