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Referendum sulla Giustizia, un primo approfondimento

Referendum sulla Giustizia (Riforma Nordio). Perchè il sorteggio è un metodo elettivo che nessun Paese al mondo ha mai adottato? E perché l’Italia vuole essere la prima ad adottare questo criterio? 


Il Referendum sulla Giustizia, per il quale saremo chiamati a votare a fine marzo, è di tipo Confermativo a consultazione popolare regolata dall'articolo 138 della Costituzione, secondo il quale le riforme costituzionali, nel caso in cui non siano approvate da entrambe le Camere (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) con una maggioranza dei due terzi, devono essere sottoposte all'approvazione popolare senza prevedere un Quorum: non servirà che il 50%+1 degli aventi diritto di voto si rechi alle urne, ma il risultato del referendum sarà valido a prescindere da quanti italiani voteranno. 

È una riforma che vuole intervenire (anche) sull’art. 104 Cost., modificando quindi l’assetto della magistratura. Questa riforma ha come nodo centrale il (dis)equilibrio dei tre Poteri: Legislativo, Esecutivo e Giudiziario. Equilibrio che invece la nostra Costituzione tutela e protegge, garantendo un assetto autonomo e indipendente. 

COMPOSIZIONE ATTUALE DEL CSM:
• Membri di Diritto: Presidente della Repubblica, Presidente della Corte di Cassazione, Procuratore Generale della Corte di Cassazione.
• Membri Elettivi: 24 totali, di cui 2/3 Magistrati ordinari (eletti dalla magistratura) e 1/3 laici eletti dal Parlamento in seduta comune scelti tra avvocati e professori ordinari di materie giuridiche.

COSA PREVEDE LA RIFORMA?
Non la separazione delle carriere, di fatto già esistente dal 2005, separazione acuita dalla riforma Cartabia del 2022.
La riforma prevede che il Consiglio Superiore della Magistratura - oggi unico - venga istituito prevedendo due CSM così di seguito composti da soggetti fissi e da soggetti estratti a sorte:

Consiglio Superiore della Magistratura*
CSM GIUDICANTE *
Consiglio Superiore della Magistratura
CSM REQUIRENTE *
Giudice Pubblico Ministero

* Presiedute dal Presidente della Repubblica

Presidente della Corte di Cassazione
Procuratore Generale della Corte di Cassazione

Gli altri componenti SONO ESTRATTI A SORTE:
- 1/3 da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno  quindici anni di esercizio, individuati dal Parlamento in seduta comune;
- 2/3 tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie.
- Introduzione dell’organo apicale: Alta Corte Disciplinare a cui verrebbe attribuita la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari (giudicanti e requirenti).

COME È COMPOSTA L'ALTA CORTE DISCIPLINARE?
Quindici giudici di cui: 3 nominati dal Presidente della Repubblica tra avvocati o professori ordinari di materie giuridiche con almeno venti anni di esercizio; 3 estratti a sorte dal Parlamento in seduta comune da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti del punto precedente; 6 magistrati giudicanti e 3 requirenti, estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie.

Contro le sentenze emesse dall'Alta Corte in prima istanza è ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte, che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata.

Il risultato? Una Magistratura sgretolata e un potere Esecutivo più forte

Come sostiene Alessandro Barbero (storico e scrittore): "Tre organismi dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui”; il risultato sarà che in questi tre organismi “il peso della politica sarà molto superiore, di fatto il Governo potrà, di nuovo, come in uno stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni”. 

I processi non saranno più brevi, bensì il rischio concreto è insito nel fatto che la giustizia possa non esser più uguale per tutti, considerando gli organi giudicanti esponenzialmente controllati dal potere esecutivo.

Come correttamente sostenuto da Gianrico Carofiglio, ex magistrato e oggi scrittore, "l’utilizzo del Sorteggio come metodo di nomina dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura non è previsto in nessun posto al mondo". 

Saremmo d’accordo a nominare con il metodo del Sorteggio i componenti del Consiglio Comunale, o di qualsiasi Assemblea che prenda decisioni fondamentali per la vita pubblica? Utilizzeremmo il metodo del Sorteggio per nominare i componenti dell’Assemblea Generale della nostra Fillea Cgil di Brescia? La risposta evidentemente è no.

Il metodo del sorteggio per la nomina di un organismo di rilievo costituzionale è uno strumento pericoloso che porta a uno sgretolamento della Democrazia Rappresentativa.

Come dichiarato dal sostituto Procuratore nazionale Antimafia Antonino Di Matteo, o dal Procuratore Generale di Napoli Aldo Policastro, questa riforma sulla giustizia attuerebbe uno dei punti del Piano di Rinascita Democratica (anche detto Programma di Rinascita Nazionale) della P2 di Licio Gelli.

Uno degli obiettivo della P2 era la riforma della magistratura con separazione delle carriere di p.m. e magistrato giudicante, responsabilità del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) nei confronti del parlamento, da operare mediante leggi costituzionali (punto I, IV e V degli obiettivi a medio e lungo termine). >> Vedi articolo .

Possiamo e dobbiamo dare una lettura politica della legge fortemente voluta dal centrodestra. Licio Gelli, capo della P2; Sivio Berlusconi, leader di Forza Italia, al quale la legge si vuole dedicare; le camere penali, organismo associativo di avvocati penalisti.

Questa riforma rientra nel lascito testamentario di Silvio Berlusconi che, nel corso del tempo, ha sempre spinto affinché il potere Giudiziario potesse essere influenzato dal Potere Esecutivo e dai Servizi Segreti Deviati, permettendo a uomini a lui vicini, come Marcello Dell’Utri di trarne grossi vantaggi personali come lo scongiurare di essere giudicato equamente come chiunque cittadino da una magistratura INDIPENDENTE.

Ecco perché è fondamentale VOTARE NO! Non ci sarà Quorum, e a maggior ragione siamo tenuti a esercitare un Dovere, che è quello di recarci alle urne e determinare con il nostro NO un chiaro grido di rivolta sociale per proteggere i nostri Diritti Fondamentali oggi più che mai messi in discussione.

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