Il “Piano Casa” del Governo e le misure collegate sugli sfratti immediati, oltre a non affrontare l’emergenza abitativa, la acuiscono ulteriormente. Le norme sono state presentate senza alcun confronto con le Organizzazioni sindacali degli inquilini.
Il “Piano Casa” governativo:
• Non garantisce il rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica.
• Non assicura un adeguato recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente.
• Favorisce i processi di privatizzazione e vendita del patrimonio pubblico, già ridotto all’osso. In Lombardia e a Brescia il patrimonio residenziale pubblico rappresenta meno del 4,5% di tutti gli alloggi in locazione.
• Continua a destinare risorse e centralità agli operatori privati e alla finanza immobiliare.
Nel contempo il Governo rende molto rapide le procedure di esecuzione degli sfratti con l’uso della forza pubblica senza predisporre strumenti adeguati di tutela sociale. Anzi, il Governo regionale lombardo taglia del 90% i contributi regionali destinati ai Comuni per affrontare le procedure di sfratto determinate da morosità incolpevole.
Inoltre, il "Piano casa” governativo statale:
• Non rifinanzia il fondo sostegno affitti previsto dalla L. 431/98.
• Non affronta la regolazione del mercato delle locazioni.
• Non incentiva la messa in locazione del patrimonio abitativo sfitto, che tra Brescia e provincia ammonta a quasi 200.000 unità.
Per queste ragioni unitariamente SUNIA, SICET, UNIAT e CONIA denunciano pubblicamente la totale inadeguatezza della “risposta” governativa statale e regionale all’emergenza casa, emergenza che coinvolge anche Brescia e i comuni della sua provincia.
Di fronte a una crisi abitativa sempre più drammatica non sono più accettabili interventi propagandistici.
Servono misure reali per garantire un diritto all’abitare dignitoso, che sia in linea con il potere di acquisto dei salari.
Il diritto alla casa non si vende. Il diritto alla casa si difende.
SUNIA, SICET, UNIAT, CONIA